| |
TRATTAZIONE SULL'ESISTENZA DEL DIRITTO DI REGALIA SOPRA I BENI DI S.MARIA A CAPPELLA VECCHIA
Collana I LIBRI DELL' ELIODROMO 3
Terenzio Sacchi - Gennaro Giovene
La TRATTAZIONE del 1856, scritta da Terenzio Sacchi e Gennaro Giovene, qui proposta in ristampa anastatica con prefazione di Erminio De Biase, fa parte di una miscellanea di scritti poco noti o, come sembra in questo caso, sconosciuti, di proprietà di Antonio Pisano Editore. Per le inedite, documentatissime, utili informazioni che la caratterizzano, per la notorietà e l'autorevolezza di uno dei suoi autori, Terenzio Sacchi, andava sicuramente portata a conoscenza dei bibiofili e dei cultori e studiosi del grande passato napoletano (N.d.E.).
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2010, pp.144, €20,00, codice ISBN 978-88-95938-07-3
|
FRATELLIDITALIA. IL DIFFICILE PERCORSO DELL'UNITA'
Nord e Sud attraverso un viaggio nel cuore della stampa italiana dal 1945 al 1947
NUOVI TASSELLI 4 Collana di storia, archeologia, culti, dèi, miti e simboli
Matilde Iaccarino
Questa che presento ai lettori è la narrazione storica, mitica, simbolica e, al contempo, realistica dell’Italia nel triennio 1945-47.Un’Italia o due Italie, una nazione divisa tra Nord e Sud, eppure unita o che, nell’intimo, aspirava all’unità. È il racconto di cosa e di come eravamo noi italiani, è una rilettura, in termini del tutto nuovi, della annosa questione meridionale, è una storia narrata attraverso la stampa del tempo, i quotidiani più autorevoli, le riviste più significative. È la storia di come i meridionali, dalla gente comune agli intellettuali, vedessero, sentissero, percepissero gli italiani del Nord e di come questi ultimi percepissero, sentissero, vedessero “quelli” del Sud, che poi è come voler dire quale Italia ci aspettavamo e quale abbiamo realizzato. Questa lunga ricerca, che si è svolta tra Napoli, Roma e Milano, esamina una fetta di storia italiana che è soprattutto la ricostruzione di un modo di sentire, di vedere e di vedersi degli italiani, in un periodo particolare in cui si posero le basi per la Repubblica, in cui, come sempre accade nei momenti di passaggio, nei momenti forti di crisi e di rinnovamento, emergono le differenze, le difficoltà, ma soprattutto le tracce di un futuro prossimo. Sono partita dalla considerazione che il periodo 1945-47 non è ancora concluso… (Dall’Introduzione di Matilde Iaccarino)
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2010, pp.112, €15,00, codice ISBN 978-88-95938-06-6
|
Satana e Dio nella tombola napoletana
NUOVI TASSELLI 3 Collana di storia, archeologia, culti, dèi, miti e simboli
Francesco Pisano
Quali sono i misteriosi numeri nefasti che segnalano l'inquietante presenza
di Satana nella tombola napoletana?
E il Sommo Bene..., c'è anche lui acquattato dentro al "panariello"?
Chi si cela dietro Pulcinella e quale incredibile segreto nasconde il numero
che nella tombola lo rappresenta?
Perchè il gesto delle corna? perchè il cornetto rosso? perchè il ferro di
cavallo? perchè al marito tradito viene affibbiato l'epiteto di "cornuto"?
perchè in situazioni avvertite come perniciose si tocca ferro?
In questo pioneristico e originale libro le sorprendenti risposte a siffatte
intriganti domande e a tante altre curiosità.
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2009, pp.72, €18,00, codice ISBN 978-88-95938-05-9
|
IL BANDITO PUTEOLANO (Storia del secolo XVI) con una GUIDA DELLE ANTICHITA' DI POZZUOLI
Collana I LIBRI DELL' ELIODROMO 2
Riedizione di rischiaranti opere relative a CAMPI FLEGREI - NAPOLI - CAMPANIA
Francesco Granito
E' la ristampa di un interessante romanzo storico di fine
Ottocento, piuttosto raro, scritto da Francesco Granito, impreziosito da una
Guida delle antichità di Pozzuoli, "nascosta" nelle sue note, individuata dal
curatore prof. Francesco Pisano.
Saggio introduttivo del prof. Giovanni Pugliese
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2009, pp.168, €22,00, codice ISBN 978-88-95938-04-2
|
RICERCHE STORICHE-ARALDICHE SULLO STEMMA DELLA CITTA' DI POZZUOLI
Collana I LIBRI DELL'ELIODROMO 1
Riedizione di rischiaranti opere relative a Campi Flegrei - Napoli - Campania
Abate GIUSEPPE de CRISCIO
Con la ristampa di questo fondamentale e rarissimo opuscolo dell' Abate Giuseppe de Criscio (Pozzuoli 1826-1911) sullo stemma puteolano, pubblicato il 20 luglio 1898, Antonio Pisano Editore inaugura una nuova collana volta alla riscoperta, rivisitazione e rivalutazione del grande passato dei Campi Flegrei (senza per questo trascurare Napoli e la Campania).
Impreziosisce la pubblicazione l'introduzione di Francesco Pisano nella quale vengono rivelate per la prima volta le sconvolgenti idee di Raimondo Annecchino su Jehovah, su allah e sul regime fascista, scomode verità incomprensibilmente mai finora fatte emergere.
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2009, pp.64, €15,00 Codice ISBN 978-88-95938-03-5
|
Nell’anno 1898 un bel giorno un monsignore…
Sorprendenti rivelazioni intorno all’enigmatico e controverso stemma della città di Pozzuoli
NUOVI TASSELLI 2
Collana di storia, archeologia, culti, dèi, miti e simboli
Francesco Pisano
Lo stemma della città di Pozzuoli è stato sempre una sorta di oggetto alquanto misterioso e perciò particolarmente controverso. Molteplici le questioni sorte intorno ad esso. Diverse e divergenti le risposte date.
Quando è nato? Chi lo ha partorito? Erano, in origine, di aquile o di galli le teste dei volatili raffigurate sopra? Cosa rappresentavano? Quale quindi lo stemma da adottare da parte del Comune?
A questi interrogativi, sul finire del XIX secolo, cercarono una soluzione due studiosi locali: Luigi de Fraja Frangipane e l’abate Giuseppe de Criscio.
Per il de Fraja Frangipane le teste dei pennuti disegnate sull’arme di Pozzuoli erano sicuramente di aquile (fig. 1) e alludevano ai sette martiri cristiani decapitati a Puteoli nel 305: Procolo, Gennaro, Sosso, Acuzio, Desiderio, Eutichete e Festo.
Secondo il de Criscio, invece, erano di galli le teste dello stemma puteolano (fig. 2) e rappresentavano gli amministratori della città.
Solo una disputa accademica la loro? Niente affatto. Lo scontro fu durissimo. Molti i personaggi, alcuni di primissimo piano (il cui ruolo determinante, mai finora intuito, emerge chiaramente in questo mio saggio), che intervennero in aiuto, in modo anche pesante, dei due contendenti. L’anno dello scontro, decisivo per la scelta dello stemma da innalzare da parte della Città di Pozzuoli – quello attualmente adottato (stemma del de Fraja Frangipane) -, fu il 1898. Alla fine vinsero i “Seguaci delle Aquile” che, con alcune mosse ben congegnate, riuscirono a ribaltare a loro favore il risultato di una battaglia che ai “Seguaci dei Galli” sembrava già vinta (anche questa è una storia sconosciuta raccontata per la prima volta nel presente lavoro).
Ma i dubbi e gli interrogativi sul “vero” stemma di Pozzuoli sono oggi fugati? Purtroppo, no.
Per quanto mi riguarda, devo confessare che non era mia intenzione scrivere un saggio sullo stemma della mia città. Il lavoro che qui viene proposto è nato, diciamo così, da un piacevole “incidente di percorso”.
Conclusa una fortunata indagine sulla diffusione dell’emblema del delfino in territorio flegreo e pubblicati i risultati della ricerca (F. Pisano, Hic sunt delphini. La singolare propagazione del simbolo del delfino nei Campi Flegrei in età antica, Pozzuoli 2008), la mia curiosità di “semiologo dell’antico” era in effetti tutta concentrata sul simbolo del gallo e sulla sua presenza nel nostro comprensorio. Ma proprio per questo la mia attenzione non poteva non ricadere sulle teste dei galli disegnate su alcuni esemplari di stemmi della città di Pozzuoli, in particolare su quelli che si possono oggi ammirare all’interno della cappella del SS. Corpo di Cristo, ubicata sul rione Terra.
«Chi, quando e perché introdusse l’immagine del gallo in questa chiesa?», incominciai a chiedermi.
Conoscendo io l’eccezionale significato di questo simbolo per i cristiani, ritenevo che le alte sfere della Chiesa puteolana avevano sicuramente avuto un ruolo decisivo riguardo al suo inserimento.
Da dove iniziare la ricerca per appagare la mia curiositas? Dall’Archivio Diocesano e dalla Biblioteca Diocesana di Pozzuoli, innanzitutto; mi sembrava ovvio. E qui infatti, precisamente nella Biblioteca, nel settimanale «L’Operaio» in particolare (al riguardo stranamente trascurato o distrattamente sfogliato da altri), trovai tutte le risposte alle domande postemi. Non solo. Scovai anche tante altre testimonianze, anch’esse mai prima individuate, che obbligavano a riscrivere in buona parte la storia dello stemma puteolano e ad aggiungere inoltre nuovi fondamentali tasselli alla storia stessa della città di Pozzuoli.
Sarebbe stata, credo, una imperdonabile mancanza da parte mia non far conoscere le tante eclatanti e feconde novità che, guidato dal divino gallo, avevo avuto la fortuna di scoprire.
Chiudo questa breve introduzione facendo notare che il presente lavoro va oltre il pur importantissimo ambito locale. Chiunque s’interessa di simboli, infatti, è obbligato da questo momento – ma già avrebbe dovuto farlo prima, in verità – ad aggiungere alla voce “Gallo” i fondamentali, affascinanti galli puteolani raffigurati nella chiesa del santissimo Corpo di Cristo e invitare i propri lettori o ascoltatori a portarsi a Pozzuoli, sul rione Terra, ad ammirarli da vicino (insieme alla chiesa splendidamente restaurata, ovviamente), in quanto essi, riguardo al mondo dei simboli, rappresentano senz’altro un unicum.(F.Pisano, Nota introduttiva)
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2008, pp.88, €13,50 Codice ISBN 978-88-95938-01-1
|
HIC SUNT DELPHINI
La singolare propagazione del simbolo del delfino nei Campi Flegrei in età antica
NUOVI TASSELLI 1 Collana di storia, archeologia, culti, dèi, miti e simboli
Francesco Pisano
“…il libro che rivela anche un grande, esplosivo mistero mai finora intuito: cosa rappresentava veramente il Tempio di Serapide di Puteoli” Questa pubblicazione è una novità assoluta riguardo agli studi sul sacro emblema del delfino presso gli antichi. Riempie senz’altro un vuoto.Il particolarissimo fenomeno della debordante presenza dell’immagine del delfino nella regione flegrea campana nell’antichità e della sua decisiva, rischiarante importanza per la conoscenza del passato di questo territorio, ma non solo, è stato infatti segnalato solo recentemente. La “scoperta” si deve all’autore di questa nuova chicca editoriale, Francesco Pisano, che l’ha fatta conoscere attraverso un suo articolo, intitolato Il simbolo del delfino nei Campi Flegrei in età antica, apparso nella rivista «I Campi Flegrei. Bollettino di storia, scienze e arte fondato da Raimondo Annecchino nel 1894» III, 2006, 1/3.
Oggi, nelle pagine di questo originale lavoro – di agevole lettura, ben documentato, ricco di “parlanti” figure - egli riprende, amplia notevolmente e completa il discorso precedente. Evidenzia qui non solo ancora meglio l’eccezionale fenomeno da lui colto e i motivi che l’hanno determinato, ma illustra anche le sorprendenti connessioni che esso gli ha permesso di stabilire e il determinante aiuto che gli ha offerto al disvelamento di affascinanti enigmi di cui il territorio flegreo è ancora ricco, in particolare quello, mai finora intuito, relativo al Macellum di Puteoli, il cosiddetto Tempio di Serapide. Cosa esso rappresentava veramente? Attraverso la decodifica del simbolo del delfino, dei numeri e delle figure geometriche caratterizzanti questo famoso edificio, la risposta che l’autore offre è del tutto inedita, davvero esplosiva: esso era stato sapientemente progettato, probabilmente dai seguaci di Pitagora e dai sacerdoti di Iside e Serapide presenti nell’antica Pozzuoli, in modo da offrire una sofisticata, completa e profonda Immagine del Cosmo.
Per chi ama l’inesplorato, ciò che non è stato ancora decifrato, per chi ritiene che importanti tasselli siano ancora da aggiungere alle nostre conoscenze, per chi vuole scoprire veramente le proprie radici la lettura di questo libro è fondamentale.
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 2008, pp.112, €16,00 Codice ISBN 978-88-95938-00-4
|
Il Supermito di Osiride
e il suo insospettabile , decisivo contributo alla costruzione delle nostre “storie” fondamentali
Francesco Pisano
Valutazione negativa del numero 17 - Zodiaco - Achille “Piè veloce” - Noè e il Diluvio universale - Storia di Giacobbe ed Esaù - Apocalisse di Giovanni – Satana - Gesù Cristo - Vergine Maria - Asinus aureus di Apuleio - San Michele Arcangelo - San Giorgio - Dio Mitra – Circoncisione – Natale - Albero di Natale - Carnevale … sono tutti prodotti che, nella loro interezza o in buona e significativa parte, derivano dal Mito di Osiride o risultano arricchiti e/o insaporiti con ingredienti squisitamente e inequivocabilmente osiriaci.
E’ quanto ha trovato – nel corso di un lungo viaggio effettuato attraverso l’affascinante mondo dei miti e simboli antichi – l’autore di questo libro, da lui scritto proprio per illustrare la sua sorprendente scoperta, del tutto nuova e carica di sconvolgenti implicazioni.
Antonio Pisano Editore
, Pozzuoli, 1999, pp.174, €18,00 Codice ISBN 978-88-95938-02-8
|